Diego Costacurta, nasce cuoco, ma dopo aver quasi ucciso, due camerieri maldestri, colpevoli di aver contato male i piatti nei quali si serviva un imbarazzante risotto agli asparagi dal Nostro preparato, passa ad essere rappresentante delle forze dell’ordine. Pur non rinnegando periodi di quasi banditismo sui monti dell’estremo Ponente Ligure, si converte alla vita tranquilla: sposato, due figli (i quali hanno dal padre uno “splendido carattere” ereditato), un cane, un maiale, pressione alta, reflusso gastrico. Oggi vaga confuso: Sociologo, suonatore di contrabbasso, “massacane”, contadino, politicamente schizofrenico.
Continua a leggere
Satira: Il Salvini che… scrive la storia
14 dialoghi con Salvini rubati durante le sue giornate di lavoro instancabile, che convolgono il massimo della sapienza leghista. Una cavalcata veloce tra storia, mitologia e attualità che ci permette, finalmente, di conoscere veramente la Storia fino ad ora distorta dalle lobby .
Continua a leggere
Narrativa: Le stanze del misantropo
La scrittura di Diego ci immette in una sorta di narrazione di paesaggio. Si tratta però di un paesaggio interiore, immaginario e al tempo stesso reale. D’altra parte il solo personaggio presente sottotraccia… è Diego stesso. Non si pensi a un pamphlet polemico o bacchettone. Sono ben presenti elementi sui quali, in genere, si fonda il romanzesco: dosi di fantasia, introspezione, problematiche sociali, scaglie di universale nel particolare in un “work in progress” aperto a sviluppi che il lettore stesso potrebbe rappresentarsi nella mente. È ben questo lo scopo finale. .
Continua a leggere