Mi chiamo Massimo, Max per tutti, faccio il fotografo da tutta la vita. Mi piace scattare delle fotografie che valgano la pena, di essere guardate e conservate, di essere usate. Masticate da squali e scrutate da noiosi azzeccagarbugli. Rigirate tra le mani, appese alle pareti delle vostre case, nascoste nei cassetti degli amanti, stracciate in mille pezzi da furenti, insopportabili nevrotici. Pagate. Vendute. Buone per accompagnare una cornice di lusso. Visualizzate da diafani schermi LCD.
Fotografie che odiano la scritta POESIA. Buone per incartare un merluzzo. Per un giornale di annunci economici. Per barattarci un pezzo di pane. Da vestirci una modella svedese. Da pareggiarci la gamba di un tavolo. Per un bar di periferia. Per un albergo ad ore. Da farci un aeroplanino, una barchetta.
Per gli esoterici, per i tifosi di calcio. Buone per tutte e per nessuna stagione. Garantite contro la pioggia. Nuove per me. Che non lasciano messaggi dopo i bip, e neanche prima. Rettangoli di carta, solo ottimi rettangoli di carta.